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Ultimo aggiornamento: martedì, 09 giugno 2015



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Blog pappacarbone

I VENERDÌ DA PAPPACARBONE

Con lo Chef Rocco Iannone
ARTE E CIBO a cura di Rosa Cuccurullo
LUCIO LIGUORI e ALESSANDRO MAUTONE


Sapori Mediterranei
inaugurazione il 13 novembre 2015, h 20.00
Ristorante Pappacarbone - via Rosario Senatore, 30 a Cava de’ Tirreni (SA).


Comunicato stampa


Il quarto e ultimo appuntamento della rassegna "I venerdì da Pappacarbone", chesi terrà venerdì 13 novembre alle ore 20:00, vedrà protagonisti Alessandro Mautone e Lucio Liguori, due fra gli artisti ceramisti più rappresentativi del nostro territorio, con una mostra dal titolo "Sapori mediterranei" presentata dal critico Maria Giovanna Sessa. 


Saranno in esposizione sei vasi in maiolica di Lucio Liguori mentre Alessandro Mautone presenterà cinque gouache su carta, una tempera su tela e due 
Si combineranno alle pietanze alcune ceramiche di Christa Mathia.

SAPORI MEDITERRANEI 
di Maria Giovanna Sessa

Liguori e Mautone, abili artefici che hanno maturato grande esperienza nell’arte ceramica, sono amici legati da lunga consuetudine, avvezzi da sempre a confrontarsi ed a suggerirsi reciprocamente nuove tecniche e soggetti: questa iniziativa che li vede fianco a fianco in dialogo con le suggestioni evocate dal cibo costituisce quindi un’occasione unica e stimolante per gli spettatori. 


I sei vasi presentati da Liguori rispecchiano pienamente la sua visione artistica, fortemente influenzata dallo spirito mediterraneo, dall’amore per il mare e per i colori della natura: un panciuto recipiente dagli azzurri smalti che creano un motivo stilizzato di onde; un vaso biansato dai toni verde ramina, decorato nella parte inferiore smaltata in bianco, con immagini di pesci fantastici; un vaso, simile per dimensioni ad un antico kantaros, e come forma ai vasetti di uso comune per la conservazione delle alici sotto sale, decorato con “il pesce povero” amato da Liguori, che pare muoversi tra sottili steli vegetali. Colpisce per la sua maestosità il grande vaso dai toni grigi e blu ritmato dal movimento di piccole alici, costituito da un lungo collo cilindrico che poggia sulla base trapezoidale con sporgenze laterali modellate come aguzze teste di pesce.


L’ultimo manufatto è un personale omaggio di Lucio Liguori all’incisore e grafico olandese Escher che è da sempre fonte di ispirazione per le opere del nostro autore, con le sue costruzioni impossibili, caratterizzate da tassellature del piano e dello spazio,da motivi a geometrie interconnesse. Liguori reinterpreta in argilla gli effetti paradossali delle incisioni del grande maestro: l’opera Metamorfosi, arricchita da una luce interna, presentata in quest’occasione, ne è un eccellente esempio.


Alessandro Mautone, scultore-ceramista napoletano, con il suo percorso e la sua cultura storica ed artistica fortemente legata al mondo mediterraneo, eleva ad arte maggiore la ceramica, attualizzando una tecnica ed una pratica considerata spesso ancora semplice artigianato. Nella poetica del nostro artista simbolicamente il vaso rimanda al corpo della donna , ossia ad un contenitore che racchiude al suo interno qualcosa di oscuro, di sconosciuto: la donna è anche il soggetto ossessivamente evocato da Henry Moore che Mautone mutua nei suoi vasi-oracolo. Essi sono caratterizzati dal vuoto che interrompe il vigoroso modellato esterno, lasciando lo spettatore smarrito dalla improvvisa privazione di forma e materia. Uno di questi vasi, grezzo all’esterno e smaltato all’interno dell’ampia bocca, sarà esposto negli spazi del Ristorante, insieme ad uno dei maestosi vasi-olla, i recipienti panciuti in argilla ispirati alle antiche olle, in cui i Romani cucinavano o conservavano grano, farina, olio, per preservare le derrate alimentari durante i lunghi percorsi di navigazione verso i centri commerciali del Mediterraneo o addirittura custodivano le ceneri dei defunti. Sarà esposto un dipinto a tempera raffigurante un locale notturno popolato dalla strana fauna umana che compare in molte opere di Mautone: bizzarre creature, personaggi fantastici che discendono dal mondo dei fumetti creati dall’autore durante la sua esperienza di grafico e di illustratore nella prima fase della sua formazione; infine una mattonella in bianco e nero di stile espressionista, anch’essa frutto di molteplici accostamenti che creano il suo lessico complesso, fondato su elementi che l’artista aggrega e contamina al fine di giungere alla sua personale ed inedita narrazione.


Ristorante Pappacarbone

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Lo chef salernitano Rocco Iannone e il pizzaiolo Daniele Uditi sono stati scelti come ambasciatori dell’autentica cucina italiana negli Usa. Dal 10 al 12 novembre prossimi, infatti, il Francesco's, famoso ristorante italiano della città di Orlando, ospiterà l’evento culinario “The italian gourmet ambassadors”, una tre giorni dedicata ai sapori più autentici della cucina italiana interpretati da Iannone, Uditi e Francesco Aiello (co-proprietario del ristorante).

Rocco Iannone, cuoco del Ristorante Pappacarbone di Cava de’ Tirreni, proporrà due menù studiati per onorare la tradizione e per inglobare nelle sue creazioni alcuni ingredienti a km 0 disponibili in loco.

«Voglio trasmettere agli americani il mio pensiero di cucina della mamma fatta di sapori autentici tradizionali italiani - sottolinea il cuoco salernitano - Intendo questa mia prima esperienza negli Stati Uniti come un modo di esportare la mia filosofia di cuoco contadino che valorizza i sapori del proprio orto e si confronta con un pubblico eccellente oltreoceano. La sfida è convincere il pubblico che ama la gastronomia che la cucina è un’arte libera di espressione personale che serve a soddisfare il palato e allunga la vita quando è genuina».

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(fonte lacittadisalerno.it)

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I VENERDÌ DA PAPPACARBONE

Con lo Chef Rocco Iannone 

ARTE E CIBO da maggio a ottobre a cura di Rosa Cuccurullo

ANTONIO PETTI

Figure

Quarto appuntamento inaugurazione il 2 Ottobre 2015, h 20.00

Ristorante Pappacarbone  - via Rosario Senatore, 30  di Cava de’ Tirreni (SA). 

Comunicato stampa

Da Pappacarbone, a Cava de Tirreni, ancora un venerdì d’arte.

Presentato da Rino Mele, dal 2 ottobre, Antonio Petti espone sette opere su tela e cinque opere su carta , una raccolta assai interessante che ci propone la città singolare della artista napoletano.

Figure s’intitola la raccolta e sono segni d’una umanità che si muove, danza, si rincorre, ma il cui obiettivo sfugge a se stessa.

Si combineranno alle pietanze alcune creazioni ceramiche di Giuseppe Cicalese.

 

Biografia 

‘Antonio Petti è un disegnatore nato’. Così scrive Filiberto Menna su Paese Sera in una recensione a proposito di una mostra dell’artista tenuta a Salerno nel 1983. E, in effetti, quasi tutta l’attività di Antonio Petti è incentrata sul disegno.                                                                            

I più importanti critici e scrittori hanno sempre accompagnato il suo lavoro. Enrico Crispolti, ad esempio, per i ‘Disegni per il Novellino’, scrive tra l’altro che ‘Petti va affinando una critica di costume ad alto livello’.

Per non dire di Edoardo Sanguineti, che è stato tra i primi ad intuire l’importanza del lavoro artistico di Petti. Sanguineti scrive, nella presentazione alla mostra alla Galleria La Bottegaccia di Salerno nel 1973, e poi a Roma nel 1975 alla galleria Schneider :’Isolando il dettaglio Petti invita a cercare oltre l’apparenza, a decifrare la sostanza delle relazioni umane.’ 

E ancora Dario Micacchi scrive, a proposito dei disegni illustranti il ‘Vangelo di Luca’, presentati in mostra e in un pubblico dibattito a Napoli nel 1982, con Enzo Striano, Maria Roccasalva  e Luigi Compagnone:’Hanno un tempo lungo questi disegni di Antonio Petti, il tempo della lunga risonanza del segno nella coscienza’. E’ pure del 1982 la mosta alla Libreria Marotta a Napoli. Segue poi, alla Galleria ‘La Piazzetta’ a Roma, la bella mostra con disegni su Masaniello, accompagnata dalla pre-sentazione di Domenico Rea.

Francesco Vincitorio, critico all’Espresso, gli dedica nel 1983 una monografia, pubblicata a Napoli dall’ Editore Marotta. Vincitorio scrive, tra l’altro, di ‘un segno originalissimo, che in breve si è fatto magistrale’. E’ dell’anno successivo la mostra a Roma alla Galleria Alzaia.

La collaborazione alla terza pagina del Mattino, tra il 1980 e il 1981, segna l’incontro con Luigi Compagnone, il grande scrittore napoletano che, presentando a Milano alla Biblioteca Sormani, nel1982, una personale dell’artista, scrive:’ Antonio Petti, essendo un uomo di questo tempo, da grandissimo artista, non poteva non cogliere la disastrosa violenza che si nasconde negli empi sorrisi con cui troni ed altari deformano e straziano i sogni e il reale’. 

E ancora si occupano di Antonio Petti, con articoli e saggi, Domenico Rea, Enzo Striano, Rino Mele, Paolo Ricci, Angelo Trimarco, Vitaliano Corbi, Aldo Trione, Ugo Attardi, Sabato Calvanese, Mario Maiorino, Francesca Blasi, Idolina Landolfi, Luigi Giordano.

Il lavoro di ceramista è documentato dalla grande mostra tenuta nel 2009 ad Ogliara, nel Museo della ceramica. Quello dei dipinti dalla mostra alla Galleria Cobbler di Cava de’ Tirreni nel 2010.

 Molto spazio, nel lavoro di Petti, è occupato dalla illustrazioni di libri come ‘Il Vangelo di Luca’, ‘Disegni per il Novellino’, ‘Disegni per Masaniello’,’La canzone del Guarracino’, ‘Le città di utopia’, ‘Bandiere’, Alice nel paese delle meraviglie’, ‘Lo cunto de li cunti’ di Giambattista Basile, ‘Nero di china’ e altri, per lo più stampati in acquaforte per la Calcografia di Nola con la quale è in corso da anni un lungo sodalizio. 

Con gli anni l’opera di Petti va arricchendosi di una vena  fantastica, che appare già nei mosaici . con la storia del Burattino alla base del monumento a Pinocchio realizzato nel 2ooo al Parco delle Terme Campione a Salerno, ora Parco Pinocchio.

 Per il teatro ha collaborato con Pasquale De Cristoforo e Michele Monetta per le scene della Ballata di Pinocchio di Luigi Compagnone, con Vincenzo Pirrotta per le scena di ‘La morte di Giufà’ e con Francesco Petti per ‘L’altra storia di Pinocchio’ e ‘I casi della giostra’.                             

Antonio Petti si è attivamente occupato di problemi di didattica e ha scritto per l’Editore Loffredo di Napoli libri di Educazione visiva per la scuola media.

Un suo racconto lungo‘Città della luna’ è stato pubblicato, con postfazione di Idolina Landolfi, nel 1998, dall’Editore Piero Manni e successivamente, nel 2009, per i tipi de Il filo di Partenope di Napoli con introduzione di Maurizio Braucci già sceneggiatore di Gomorra. 

Ha pubblicato racconti in antologie e riviste. Un suo lavoro di scrittura ‘Giochi’ (ora in Plectica editrice) è stato rappresentato in teatro per la regia di Pasquale De Cristofaro. I disegni relativi sono esposti, nel 2005, ad Oporto, in Portogallo, nel Museo dei trasporti in occasione di un grande convegno sul Gioco.

Nel 2007 esce, per le Edizioni Mazzotta a Milano, con introduzione di Alfonso Amendola, la monografia che accompagna la mostra antologica in Santa Sofia a Cava de’ Tirreni.

Nel 2013  espone “Quarantacinque piatti da 45 cm” presso Linee Contemporanee di Salerno.

Nel 2014 è a Napoli per una personale di disegni e pittura al Maschio Angioino nella Sala Carlo V.

Del 2015 pubblica “I Pinocchi di Antonio Petti”a cura di Enrico Salsano per l’edizioni G.Bruno e dello stesso anno la grande Installazione di un pannello in ceramica a Baronissi nella piazza Troisi.

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